io ci tengo?

26 Novembre 2009

La sanità in scena senza il primo attore
Mercoledì pomeriggio ospedale ¨La Gruccia¨, il presidio ospedaliero del Valdarno aretino; mi soffermo un attimo a guardare questo enorme edificio che abbiamo posto a baluardo della nostra salute, il nostro campione nella lotta contro la malattia.Sono contento di portare il mio piccolo contributo di partecipazione, di apprezzamento a chì mostra di aver cura di questo bene comune indispensabile per il nostro benessere. Peccato che l’ora scelta non sia delle più indicate per un miglior risultato in termini di partecipazione, a quest´ora infatti, la maggior parte delle persone lavora. Certamente un campione più rappresentativo dell´utenza avrebbe contribuito già solo con la presenza, a dare importanza al ¨fatto¨ e forse avrebbe aggiunto maggiore stimolo a chi ha l´onere (considerato che gli onori li ha già ricevuti e continua tutti i mesi a riceverli) di rendere l´azione sanitaria più rispondente ai bisogni reali; tutto sommato è interesse dell´ intera cittadinanza che le scelte adottate raggiungano gli obiettivi prefissati.

Non conoscevo la sala Harris, e la immaginavo una sorta di aula magna enorme, capace di ospitare le persone che prevedibilmente, un iniziativa a favore di un problema così sentito, avrebbe attirato ed invece mi trovo in una sala poco più grande di un ambulatorio a farmi largo, quasi a gomitate, fra operatori del settore, addetti stampa e piccole troupe televisive (quelle si numerose), per raggiungere forse l’ultimo posto a sedere rimasto. Mi sento quasi un intruso, estraneo in casa d´altri ed anche un pò ingenuo per non aver capito subito, dai tanti dettagli:l´ora, l´assenza delle indicazioni che di solito sono poste all´ingresso e segnano tutto il percorso per recarsi al luogo convenuto, l´assenza di manifesti, che il tutto è stato pensato ed organizzato solo per gli addetti ai lavori. Vero è che sono una persona notoriamente distratta e d´altra parte la mail di invito che avevo ricevuto non lasciava immaginare quella che poi si è rivelata la realtà. Tutte queste persone pensano il servizio sanitario come un loro fatto privato e pertanto solo loro hanno diritto ad occuparsene, altro che lo spirito di partecipazione tanto invocato dal sindaco Testi. E´ vero, tutti siamo utenti del servizio sanitario quindi anche gli operatori della sanità, ma è anche vero che gli unici ad avere un rapporto univoco, di sola utenza, siamo io ed il signore anziano che sta seduto alla mia sinistra e che tra un intervento e l´altro mi racconta che il suo interessamento per l´ospedale è dovuto oltre agli ovvi motivi, anche al fatto che è sorto su un suo coltivo e che lui fu ben lieto di contribuire con la cessione del suo terreno, ma che adesso è un po preoccupato perchè la struttura non arriva ancora a funzionare come gli ospedali comunali che ha sostituito. Siccome mi sembra di star scrivendo più che una segnalazione, la pagina di un romanzo, vengo ai fatti che descriverò così come si sono succeduti.

Apre il dibattito il consigliere Enzo Brogi che nella sua breve presentazione accenna ai problemi del pronto soccorso, alla scarsa quantità dei servizi offerti dalla struttura, e conclude citando la canzone di Morandi ¨uno su mille ce la fਠ, lascio i commenti alla vostra immaginazione.

Più lungo e articolato l´intervento del sindaco Sauro Testi, che lamenta la poca incisività delle azioni poste in essere dalla dirigenza in merito alle liste di attesa interminabili, pronto soccorso, le visite poliambulatoriali da tempi bibblici; chiede che la struttura ¨si riappropri delle peculiarità tipiche di un presidio ospedaliero¨, che attui un´azione conservatrice delle professionalità che si creano nel presidio (non si possono formare professionisti per poi farli andare a lavorare altrove) e tempi certi per la risoluzione dei problemi prima citati. Si dichiara disponibile per risolvere le criticità formatesi in seno alla struttura (sembra che alla Gruccia non vi sia un rapporto idilliaco fra gli operatori), e conclude augurando un allargamento della partecipazione della società civile nella formazione decisionale dell´ente.

La parola passa, dopo la politica, alla parte tecnica: La dottoressa Anna Domenichelli fra una slide e l´altra, lamenta l´enorme spesa farmaceutica e ipotizza che forse un solo presidio non basta a soddisfare l´esigenza sanitaria di un area vasta come il Valdarno (come a dire: signori, abbiamo sbagliato ad accentrare). Ovviamente il Direttore sanitario Massimo Gialli fa un lunghissimo elenco dei nuovi servizi attivati, delle nuove attrezzature acquistate per potenziarli (dimenticando di citare che nel frattempo i vecchi si sono depotenziati).Conclude lamentando scarsità di organico e di mezzi.

E´ il turno del sindacato: Il dottor Alessio Bucciarelli manifesta la difficoltà nell’approvvigionam ento delle attrezzature, anche delle più ovvie, quale potrebbe essere l´acquisto di una barella, a seguito dell´istituzione dei centri di acquisto regionali (Area Vasta). Bruno Pacini della CGIL sanità , accusa le dirigenze sanitarie di aver attuata un’eccessiva razionalizzazione, una cattiva politica che ha polverizzato le risorse economiche del sistema sanitario nazionale; denuncia lo scollamento che esiste tra il servizio e l´utenza e la possibilità che questa distanza aumenti se si continua negli attegiamenti di chiusura nei processi decisionali che riguardano tutti e non solo le direzioni sanitarie; si augura quindi, la ¨concertazione¨ .

Si apre come da programma (mi veniva da copione) il dibattito: Puntuale come una cambiale, la precisazione del moderatore : per sopravvenute esigenze di tempo il dibattito non può godere del respiro che pure gli competerebbe, la parte più importante, la partecipazione degli utenti che comunque non ci sarebbe potuta essere data l´esiziale presenza di questi, deve essere tagliata. In fondo non mi rammarico più di tanto, la presenza degli utenti, a questo punto avrebbe ottenuto solo la legittimazione di un dibattito di parte. Almeno uno dei due interventi mi è sembrato come dire, preventivato, ma può essere che mi sbaglio. Avverto ancora la sensazione sgradevole che mi ha pervaso nel vedere il modo con cui il personaggio più rilevante l´assessore al diritto alla salute, incita l’intervenuto a sottolineare le disavventure in cui era incorso nel rapporto col servizio sanitario, in fondo è lui il rappresentante ai vertici di questa istituzione e quindi avrebbe dovuto dolersi di questi fatti incresciosi.

E´ il momento cloù della serata, l´assessore Rossi esordisce cercando di svilire con sarcasmo le argomentazioni di chi lo aveva preceduto, li addita di volta in volta con l´indice, era fatale che qualcuno intervenisse interrompendolo, anche perchè aveva lui per primo rotto la correttezza del dibattito durante gli interventi del ¨pubblico¨. Si è alterato alquanto ed ha cominciato ad andare a naso. Doveva essere raffreddato però, perchè dopo aver sostenuto e magnificato la sanità italiana e quella toscana nei confronti di quella americana, dopo aver asserito che il rapporto letti/popolazione in Italia è il più alto tra i paesi industrializzati 3.5 per 1000 abitanti, contro i 2 degli altri paesi, ha aggiunto che si sarebbe adoperato affinchè la capacità ricettiva dei nostri ospedali si allineasse, … Si sarebbe battuto per ridurre i posti letto perchè i soldi dei contribuenti vanno salvaguardati. In linea di massima credo che tutti saremmo stati d´accordo sull´ultima affermazione se estrapolata dal contesto, ma nella fattispecie, i soldi dei contribuenti vanno salvaguardati potenziando e riqualificando il servizio, non certo riducendolo.

Ad oqni modo credo che l´assesore avrà un bel da fare per convincermi a sostenere la sua prossima candidatura; mi domando: come può un utente, dopo aver assistito al dibattito, giungere a conclusioni diverse dalle mie? ……Ripensandoci a freddo però, la conclusione che ho dedotto è figlia della mia condizione, …… se io fossi medico farei le stesse deduzioni?

nota:per prendere visione della locandina

extraneo

Intensità di cure e masochismo

22 Agosto 2008

Nell’Az. USL5 di Pisa si vuole applicare, come da obbligo dal Piano Sanitario Regionale, la norma per l’intensità di cure e mi domando: ma i politici che hanno articolato la norma non l’avranno sctitta per essere sicuri di non essere rieletti alle prossime elezioni? I medici coinvolti sono contrari alla riorganizzazione e profondamente preoccupati per le problematiche ed i rischi legali che norme vaghe e mai sperimentate loro imposte possano creare. 

Dr. C. Faloppa

PIANO SANITARIO APPROVATO !

31 Luglio 2008

Il piano sanitario approvato nella versione finale rappresenta un risultato importante a cui per la prima volta ha dato il suo contributo in termini di idee, proposte e anche critiche questo strumento. L’idea di rendere visibile e accessibile, con una modalità semplice come quella del blog, un atto così importante come il piano sanitario ha sicuramente aperto una strada migliorabile sì ma di fatto non più eliminabile.

Qui di seguito in modo sintetico la presentazione del piano predisposta dall’Agenzia dell’Informazione del Consiglio regionale.

  • Le parole chiave
  • Il voto in Consiglio regionale
  • Il commento del presidente della commissione Sanità
  • Le posizioni espresse in aula
  • Il documento di piano con gli allegati B e C
  • Piano Sanitario Regionale lodevole…ma

    27 Giugno 2008

    Il Piano Sanitario propone cambiamenti molto validi,ma l’innovazione passare anche dall’ambiente di lavoro,perchè la qualità dei luoghi di lavoro è la strada migliore per avere servizi migliori e a basso costo e per proporne altri di grande qualità.
    La realizzazione di un ambiente di lavoro che sia in grado di mettere i dipendenti nelle migliori condizioni per lavorare,regalando,inoltre,stimoli e motivazioni continue a chi lavora è la forma più autentica e semplice di cambiamento.Carlo

    Qualcuno prova ad esserci

    23 Giugno 2008

    Ci siamo ma devo dire che il blog è uno strumento per dibattiti veloci e rapidi e forse mal si accosta ad un tema così complesso come il piano sanitario regionale.

    Per chi ha chiesto se ci siamo, beh ci siamo ma non ho capito per quale domanda.

    Di contro stiamo lavorando alla stesura finale, oltre dieci appuntamenti fatti nelle varie zone della Toscana hanno coinvolto oltre duemila partecipanti, abbiamo raccolto tanta ricchezza di spunti e di proposte e il piano ne risulterà modificato, così come inoltro da oggi tutte le proposte arrivate adottandole come miei emendamenti.

    Niente si perderà, anche se poco partecipato questo è un primo esperimento che è stato accompagnato da tante classiche forme di contatto.

    Ci siamo se mandate commenti vi ascoltiamo

    Fabio Roggiolani

    C’è Nessuno ???

    17 Giugno 2008

    Ma questo blog viene letto da chi lo ha creato ???

    “Domandare è lecito, rispondere è cortesia”

    rimaniamo in attesa …

    Le delibera GRT 116/2008

    Da quando la USL 10 è diventata esperta di “raccordi interistituzionali” ???

    14 Giugno 2008

    Mi rendo conto che non è proprio attinente al PSR ma attiene e molto al “sistema” e al suo corretto funzionamento.

    ma non sono già attivi gruppi di lavoro sul tema ? e Federsanità ? e l’Anci ? e se proprio bisogna “studiare” non c’è già l’ARS, il MES, il WISS, 3 Università, ecc. ecc. ???

    Atto: Delibera n. 116 del 18/02/2008

    Ufficio: DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA’

    Oggetto: Governo dei servizi socio-sanitari territoriali: elaborazione sperimentale di strumenti di raccordo interistituzionale con il supporto dell`azienda usl 10 di Firenze

    i Comitati delle Dipendenze

    14 Giugno 2008

    perché istituire i Comitati delle Dipendenze quando già esistono (o dovrebbero esistere …) i tavoli zonali organizzati e coordinati dalla Società della Salute ??? La programmazione e il controllo è una prerogativa delle SdS e non delle USL. Il rischio è che si creino doppioni con la conseguenza di “delegittimare” o l’uno o l’altro.

    Ora si comincia

    11 Marzo 2008

    Adesso la bozza di piano è pubblicata, ora è il momento del Consiglio Regionale nella discussione, valutazione eventuale modifica ed approvazione definitiva di questo importantissimo atto.

    Anche per il blog, partito bene e poi di fatto rimasto in stand by, è ora di riaprire la discussione a cui non mancherò di partecipare ogni giorno.

    Abbiamo iniziato la discussione del piano la scorsa settimana con due iniziative svoltesi ad Arezzo e Pitigliano, nella prima abbiamo fatto partire il confronto con infermieri, ostetriche, tecnici insomma tutto il cosiddetto comparto, ovvero la pietra angolare su cui si fonda la sanità Toscana.

    Senza nulla togliere al ruolo foindamentale della classe medica non c’è dubbio che questi sono gli anni di un nuovo protagonismo delle professioni sanitarie e della loro assunzione di ruolo e responsabilità, diventa quindi sempre più necessario ridisegnare ruoli e funzioni. Un infermiere sempre più medico, un medico sempre meno infermiere un nuovo protagonismo nel rapporto con il malato anche dei ruoli sanitari non professionali o laureati.

    Insomma ad ognuno il suo ruolo in una ottica diu valorizzazione della scienza scritta e concreta, della rinascita di un rapporto con chi è addetto alla cura che non delega il suo ruolo alle pur importanti macchine per gli esami e che ridà ruolo all’indagine, all’ascolto del paziente e al valore del dialogo e della stimolazione della capacità di autoguarigione che è sopita in ognuno di noi.

    Nella iniziativa di Pitigliano abbiamo invece fatto finalmente partire il progetto del primo ospedale in Italia di medicina integrata, dove verranno messe a disposizione dei pazienti in ogni reparto sia la medicina classica come la conosciamo assieme alle medicine complementari (agopuntura omeopatia nelle sua varie proposte, e fitoterapia) e alle discipline bio naturali.

    Ecco la libertà in medcina alla Toscana non semplicemente la dicotomia pubblico privato in cui noi abbiamo scelto di mprivilegiare l’offerta pubblica ma la libertà di scelta terapeutica su cui già il consiglio si era espresso con voto unanime approvando la legge sulle medicine complementari ed ora la giunta grazie alla iniziativa dell’Assessore Rossi si muove con determinazione e coerenza.

    Fabio Roggiolani

    LEA domiciliari

    8 Marzo 2008

    In riferimento al piano sanitario regionale, volevo sollecitare un dibattito sui nuovi LEA domiciliari, come previsti sal SSN, e come questi verranno recepiti dalla Regione Toscana.

    Io mi occupo di riabilitazione domiciliare e vorrei capire come si intendono attuare i PAI domiciliari, soprattutto in riferimento alle esigenze dei pazienti/utenti.

    Lorenzo Cozzari